Il cibo nell’arte

IL CIBO NELL’ARTE

L’atto di mangiare ha da sempre, in tutte le culture, un valore simbolico e sociale, oltre che, naturalmente, vitale. Proprio perché mangiare è così importante, in tutte le religioni esiste uno stretto rapporto tra il cibo e il divino e, per lo stesso motivo, da sempre gli artisti si cimentano in questo tema. Da sempre, il cibo ha ricoperto un ruolo molto speciale nelle opere d’arte di tutte le epoche. Partendo dalle scene di caccia dei graffiti preistorici, passando dai mosaici pompeiani e bizantini, fino alle opere più famose del Rinascimento come “L’ultima cena”, il cibo ha sempre occupato un posto di rilievo , destinato a comunicare all’osservatore la natura del quadro ( religiosa, profana ecc)

DAL PRINCIPIO…

 

Nell’arte preistorica la rappresentazione dell’approvvigionamento del cibo acquista significati magico – propiziatori

 

Nell’arte romana e nei mosaici pompeiani, la rappresentazione del cibo è solo fine se stessa, non rimanda cioè ad altri significati se non quelli di carattere ”nutrizionale” o estetico.

Molto più avanti, sempre il cibo rappresentato nel quadro ha rivelato lo status sociale dei suoi protagonisti (pane e legumi per i poveri, dolci e selvaggina per le classi elevate), nonché l’epoca storica di ambientazione della scena.

 

1500 – 1600

 

Nel 1599 perché Caravaggio dipinge la celeberrima “Canestra di frutta”, prima opera conosciuta nella quale il cibo non è accessorio, ma protagonista assoluto della tela. Agli inizi del 1600 compare il termine “Still Leben””letteralmente “vita ferma”poi tradotto in natura morta, con il quale si indicano le opere che rappresentano oggetti inanimati e cibo. Spesso gli alimenti indicheranno situazioni socio- economiche di vario genere (es. le aringhe simbolo di povertà, l’uva la ricchezza ecc.)Pieter Claez XVII sec.

 

 

GIUSEPPE ARCIMBOLDO

 

Particolarmente interessanti sono le opere di Giuseppe Arcimboldo, che nei suoi quadri da alla frutta, alla verdura, ai pesci di mare ed ai volatili, le forme antropomorfe più curiose, talvolta usando le immagini per composizioni ambigue e di doppia lettura come nell’”Ortolano”.

 

1500 – 1700

 

Tra il 1500 ed il 1700 l’arte rappresenta l’alternarsi dei periodi di abbondanza e carestia che hanno accompagnato l’esistenza dell’uomo. Come esempio “mangiatore di fagioli” di Carracci- 1584

Dipinto nel 1885 da Van Gogh, il quadro i “mangiatori di patate” raffigura un ambiente molto povero dove l’unico cibo condivisibile sono le patate.

XX SECOLO

 

Arriviamo al XX secolo con le sue contraddizioni e la potente spinta avanguardistica. Gli artisti trattano il cibo come elemento ispiratore di realtà oniriche o talvolta di notevole verismo ( De Chirico “Il sogno trasformato”- Guttuso “ la Vucciria”)

 

 

ANNI 60

 

Nasce la “POP ART”, versione moderna e avanguardistica della natura morta e nel 1967 la EAT ART . Entrambe le correnti utilizzano il cibo come simbolo del consumismo dilagante e della sovrapproduzione proposta ai supermercati. Nella POP alcuni artisti nelle loro opere interpretano il cibo come elemento sovrastante

 

EAT ART

 

(opera di Daniele Spoerri –artista che coniò questo termine nel 1967) Per Spoerri la eat art non è l’esempio dell’alta cucina degli chef ma una riflessioni sui principi generali dell’alimentazione: “cosa è mangiabile in generale?” Le sue opere sono collage e opere in cera o marzapane che rappresentano il cibo

 

POP ART

 

Andy Warhol è uno dei maggiori rappresentanti della Pop art americana, unitamente a Roy Lichtenstein, Claes Oldenbourg e Rauschemberg. Wharol rappresenta il cibo, regolarmente in scatola, come allineato ossessivamente sugli scaffali dei supermercati. Ciò che regola la nostra vita. CLAES OLDENBOURG

 

I FOODSCAPES DI Carl Warner

 

Carl Warner, artista americano di 48 anni, costruisce i suoi foodscapes realmente con frutta e verdura, per poi fotografarli e renderli immortali. La sua arte è tra la pubblicità, di cui utilizza il linguaggio, e l’assoluta surrealtà dei suoi “paesaggi”.

 

 

Fonte articolo della Prof.ssa Datola Anna Maria

Leave a Reply

Your email address will not be published.