Grassi idrogenati: alimento o veleno?
Cosa sono?
I grassi idrogenati sono una particolare tipologia di grassi del tutto artificiali, creati con dei particolari processi chimici durante la lavorazione degli alimenti. Questi grassi risultano molto dannosi per la nostra salute.
Entrando nello specifico: i grassi polinsaturi, a causa dell’idrogenazione (processo con cui gli oli vegetali vengono resi solidi) e grazie a dei processi chimici di lavorazione diventano grassi trans.
La storia
Nel 1902, lo scienziato Wilhelm Normann scoprì che aggiungendo idrogeno agli oli vegetali si solidificavano (idrogenazione), creando nel processo grassi denominati “trans”.
Fino agli anni ’80, si pensava fossero migliori dei grassi animali, addirittura che portassero benefici al nostro corpo. Per esempio la margarina veniva raccomandata come sostituto del burro, perché leggero e salutare. In quegli anni parevano l’alternativa migliore.
A partire dagli anni ’90 le ricerche hanno evidenziato che i trans sono dannosi alla nostra salute.
Cosa provocano?
Il problema più grave derivante dal consumo di questi grassi è l’aumento del rischio cardiovascolare. I grassi idrogenati sono causa dell’aumento del colesterolo cattivo (LDL) e allo stesso tempo provocano una diminuzione del colesterolo buono (HDL), peggiorando quindi da entrambe le parti il rischio di incidenti cardiovascolari.
Vi sono altre conseguenze che derivano dall’assunzione di frasi idrogenati:
• Aumentare l’ipertensione.
• Abbassare il valore biologico del latte materno.
• Causare un basso peso dei bambini alla nascita.
• Aumentare i livelli d’insulina in risposta a un carico glicemico (che porta spesso a diabete).
• Interferire con la risposta immunitaria (ci si ammala più facilmente).
• Diminuire il livello di testosterone
• Inibire alcune reazioni enzimatiche fondamentali
• Alterare la permeabilità e la fluidità delle membrane cellulari provocando la sclerosi
• Alterare la costituzione e il numero degli adipociti
• Interferire con il metabolismo degli acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6
• Incrementare la produzione di radicali liberi
Un chiaro esempio lo possiamo vedere negli Stati Uniti. Si stima che siano decine di migliaia ogni anno le persone vittime di problemi cardiaci evitabili con l’eliminazione dei grassi idrogenati dalla dieta.
Perché vengono utilizzati nonostante siano dannosi per la salute?
I grassi idrogenati per la legge sono considerati un alimento, di conseguenza si possono utilizzare liberamente come ingrediente. La scienza invece ha appurato che procurano un ingente danno alla salute e che sarebbe meglio ingerirne zero grammi.
Dato che la legge lo permette, i commercianti utilizzano molto i grassi idrogenati, o prodotti (quali la margarina a sostituzione del burro) contenenti questo tipo di grassi, perché hanno diversi vantaggi a livello sia economico che commerciale. Tra i quali:
- gli alimenti durano più a lungo
- stabili ad alte temperature
- solidità e consistenza
- costo minore
Tutto ciò non migliora ne il gusto né la qualità del prodotto.
I grassi idrogenati sono presenti in moltissimi alimenti: margarina, prodotti da forno, gelati, snack salati. Soprattutto quando si mangiano snack o prodotti da forno bisogna stare molto attenti. L’inserimento di questi grassi, provoca lentamente danni al nostro organismo ma la legge considerandoli un alimento ne permette il loro utilizzo. Non vi sono ancora state campagne contro il loro uso e non vengono tutt’ora prese le giuste precauzioni per l’utilizzo dei prodotti contenenti questo tipo grassi.
Che differenza c’è con i grassi saturi?
La differenza è che i grassi saturi, se ingeriti nelle quantità corrette, posso essere utili all’organismo, poiché in piccola parte necessari per il suo funzionamento. I grassi idrogenati invece non sono assolutamente necessari per il nostro corpo, danneggiandolo anche con una piccola quantità.
Dose giornaliera
I medici consigliano di non superare la dose giornaliera di 4 grammi, ma sarebbe meglio non ingerirne nemmeno grammo. Ciò significa mangiare un piccolo snack o qualche biscotto nell’arco di tutta la giornata.
Etichettatura
Un articolo del giornale statunitense Journal of Health Promotion, rivela che non sempre ciò che si legge sulle etichette nutrizionali sia vero. In alcuni alimenti i grassi idrogenati li troviamo all’interno dei singoli ingredienti.
L’incapacità e l’impossibilità per noi consumatori di identificare i cibi a rischio elevato, contenente una grande quantità di grassi idrogenati, può portarci a superare il valore raccomandato giornaliero di 1,11 grammi di grassi trans ingeriti ed avere, a lungo termine, effetti collaterali dannosi sulla nostra salute.
Secondo uno studio del 2006 sul New England Journal of Medicine, solo negli Stati Uniti sono all’origine ogni anni di un numero di infarti compreso tra 72 mila e 228 mila. Da questo anno, in USA è obbligatorio specificarne la quantità e la loro presenza sull’etichetta.
Specialmente in USA infatti, l’eccesso di assunzione di grassi trans è un problema noto di sanità pubblica.
La FDA, Food and Drug Administration martedì 16 giugno 2015 ha ufficialmente dichiarato che questi grassi presenti in molti alimenti industriali non sono sani per la salute e che dal dovranno sparire da negozi e supermercati.
In Europa è obbligatoria solo la dicitura della presenza dei grassi idrogenati nel prodotto e non la quantità.
Nell’etichetta possiamo trovare “grassi vegetali” od “oli vegetali” che, nel 99% dei casi, si tratta di grassi che sono stati sottoposti al processo di idrogenazione.
Solo la Danimarca ha messo per legge una soglia tollerabile del 2 per cento, che non può essere superata.
Qual è la situazione in Italia?
In Italia la situazione è assai diversa. Laura Rossi, ricercatrice dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione in un intervista rivela: “da noi non esiste una specifica normativa in materia, e le aziende non sono obbligate a specificare il contenuto dei trans nei loro alimenti. Vero è che alcune marche virtuose hanno deciso di dotarsi autonomamente di un codice di condotta in materia e specificano l’assenza di queste sostanze”.
In Italia non vi sono molte pressioni per affrontare in modo sistematico il problema, le ragioni principali sono i vantaggi a livello di costi per l’industria che hanno i gradi trans.
Negli ultimi anni, molte aziende scrivono sull’etichetta la dicitura “senza grassi idrogenati”. Dalle analisi e dagli studi sui prodotti, sembrerebbe che l’uso di questi grassi sia in diminuzione anche in Italia.
Tutti i nostri prodotti non contengono grassi idrogenati. Questo non altera il gusto dell’alimento ma lo rende di maggior qualità. Per Noi è importante offrire il meglio ai nostri clienti, per questa ragione utilizziamo ingredienti privi di grassi idrogenati.
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